Tempo record, un altro libro!
Questo libro l'ho fortemente voluto subito dopo aver saputo della sua esistenza, soprattutto in seguito alla fantastica Trilogia delle Gemme della stessa scrittrice e di cui me ne sono innamorata (la consiglio vivamente, se amate l'urban-fantasy e qualche tocco di romanticismo e divertimento!).
Ritornando a "In verità è meglio mentire", questo è un libro molto corto (poco più di 200 pagine) rispetto ai "libroni" infiniti a cui sono abituata.
Premetto che ho deciso di leggerlo partendo dal fatto che sia di questa scrittrice che già conosco e, in qualche modo, sapevo che non mi avrebbe delusa. Una spinta in più è stata anche una frase sul retro del libro, dove citava a caratteri cubitali: "IL MIGLIORE ANTIDOTO CONTRO LA LUNA STORTA". e allora mi sono detta: "Ma è perfetto! Okay, leggiamolo!". Finendolo in soli 2-3 giorni.
Mi è piaciuta la divisione dei capitoli, niente numeri, ma citazioni varie, a seguire poi episodi che si alternavano tra il presente e i flash-back.
La protagonista parla sempre in prima persona, Carolin, ed è molto ironica e divertente, che trascrive le sue giornate in un diario, come "compito" per le sue sedute di terapia; ciò, da un semplice libro che era all'inizio, sembra trasformarsi in un diario.
Trama (direttamente dal libro): Quoziente intellettivo: 158, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare la qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano.
Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei a cui non importa se è «troppo» intelligente...
Ora si capisce perché forse è meglio mentire....
«A volte mi chiedo come possiate farcela, voi che non leggete.» [cit. Arturo Perez-Reverte]
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mercoledì 1 maggio 2013
venerdì 26 aprile 2013
"Oltre le apparenze" - Charlotte Link
Premetto che di Charlotte Link, "Oltre le apparenze", non è il primo libro che leggo e devo dire che non mi ha delusa. Per la seconda volta sono rimasta piacevolmente sorpresa (precedentemente lessi "Nobody").
Charlotte è una fantastica scrittrice thriller, che porta il lettore a non finire mai di leggere i suoi scritti. Infatti, il libro psicothriller in questione l'ho letto in una settimana esatta (dedicandomi anche ad altro e leggendo di sera e qualche volta di pomeriggio).
"Oltre le apparenze" è diviso in date precise e dura, in questi termini, 3 mesi circa da fine ottobre a fine gennaio; ogni giornata datata racchiude svariati capitoli numerati che stanno a indicare vari episodi con diverse interazioni dei personaggi, tutti in un'unica giornata e in diverse zone dell'Inghilterra (Londra, la zona di Southend-on-Sea e la periferia di Manchester, oltre che altri paesini circostanti).
Inizialmente non capivo tutti questi capitoli all'interno di un unico grande, il quale finiva dopo tante tante pagine. Pensandoci, viene naturale dire che è logico, ma ci sono poi arrivata successivamente (con questo non dico che prima di averlo scoperto non avessi capito la storia) e constatai che organizzato così, il libro non appariva confusionario, anzi.
Parte tutto con un prologo di soli due paginette, lo stesso che fino alla fine del libro non appariva come collegamento a nessun episodio. Il prologo, invece, è la parte più importante, il tema motore di tutti gli sviluppi nel libro.
Per qualche capitolo si ha l'impressione di avere pezzi di svariate storie lasciate a metà, senza un inizio né una fine, senza nessun nesso una con l'altra. Il tutto arriva dopo.
Questi "non-nessi" sono un buon motivo per indurre il lettore a continuare, renderlo avido di sapere, ma possono essere anche un motivo a piantare il libro perché incomprensibile, in un certo senso. Da grande appassionata lettrice, è molto più probabile che qualunque persona a cui piaccia leggere non pianterebbe un libro soltanto perché composto da puzzle senza giusti incastri. È esattamente questo "Oltre le apparenze": un puzzle di pezzi tra loro non compatibili, ma se li si modella nel modo giusto, realizzeranno un perfetto rompicapo.
Quando si arriva alla fine, il solito duo vittima-colpevole potrebbe trasformarsi in vittima-vittima. Questione di punti di vista.
Trama (tratta dal libro): Osserva le vite degli altri. Osserva la vita delle donne. Le osserva e finge di vivere al loro fianco. Conosce tutto di loro mentre fugge da se stesso. Da osservatore si innamora di Gillian Ward, una donna in carriera, un matrimonio felice, una bellissima bambina, L'osservatore vive una perfetta e felice vita illusoria con lei, a distanza. Finché si accorge che niente è come sembra.
Intanto Londra è sconvolta da una serie di efferati omicidi. Le vittime sono donne, uccise in modo sadico. La polizia cerca uno psicopatico, un uomo che odia le donne, uno che le osserva...
Consiglio: mai fermarsi all'apparenza, mi raccomando!
Buona Lettura
Ps. Dimenticavo: unica ma grandissima pecca è tutta una serie di errori ortografici; parole scambiate tra loro o addirittura scritte sbagliate, la più ricorrente è "ricuperare". Se poi è giusto anche così, questo lo so solo adesso.
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domenica 26 agosto 2012
"Senza perdono" - Sabine Thiesler
Un libro in cui ogni genitore può ritrovarsi emotivamente dopo la perdita del proprio figlio/a. Una lotta che dura anni e può non avere fine, se non la morte.
Quando non si trova pace per un dolore così grande si fa veramente di tutto per poter cercare di avere un minimo conforto, vendicandosi dell'assassino o rifacendosi una vita totalmente nuova. Ma il passato ritornerà sempre a bussare.
«Non basta cambiare luogo
Non basta cambiare vita
Il passato che hai perduto
Può divorare il tuo presente...»
[citato dal libro]
Soltanto chi ha avuto la sfortuna di vivere un'esperienza del genere sa cosa significa e come ci si sente.
Un libro della casa di Corbaccio, a parer mio, non delude mai e per di più l'autrice scrive romanzi gialli, perfetto quindi per gli amanti del thriller.
Il libro inizia con un prologo molto importante, il quale sarà una parte ripescata tra i capitoli finali, ma non ripetuta, bensì sottintesa. Il finale ha invece un epilogo che lascia ogni lettore la mente aperta.
Strutturalmente è suddiviso in 5 parti, ognuno dei quali si intitola con il nome dei personaggi principali della storia, per un totale di 49 capitoli. Ogni capitolo varia di lunghezza: alcuni sono molto corti e altri più lunghi; inoltre riportato sempre data e luogo, con questo si notano molti flashback. Sembrano creare confusione alla storia, invece sono fondamentali per capire quali situazioni si celano dietro ai capitoli in cui il tempo è raccontato al presente. In poche parole: ogni situazione presente ha il suo passato e i suoi perché.
Per quanto riguarda il finale, personalmente mi ha lasciato senza parole: come ho scritto prima lascia il lettore con la mente aperta e difatti l'epilogo è un finale semi-aperto; prima di tutto perché la storia principale del libro finisce, ma dall'epilogo si capisce benissimo che ne comincia un'altra, inevitabilmente legata a quella finita, che non sarà inclusa né in questo libro né in nessun altro, proprio perché non ha un seguito scritto dall'autrice. Per questo penso che il finale lasci al lettore ad ogni libera immaginazione, e la scrittrice deve averlo fatto apposta; io, ad esempio, sono arrivata alla conclusione che questa nuova storia che si è appena creata all'epilogo, sia una storia piuttosto triste e anche ingiusta, ma questa volta, se tutto va per il verso "giusto", non avrà fine e tutto rimarrà a tacere.
Il seguente video riassume tutto il contenuto inizialmente spiegato:
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