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venerdì 9 giugno 2017

La ragazza nel parco - Alafair Burke



Trama (dal libro): Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall'altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent'anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni. Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov'era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando...

Recensione ed analisi.
È considerato di base un thriller, ma aggiungerei che sia anche considerabile come genere giudiziario, sebbene la protagonista sia un’avvocatessa. Devo dire che questo libro è stato una sorpresa: senza rivelare spoiler (ci provo!) sono arrivata praticamente a pochissime pagine al termine davvero delusa, in cui il caso principe viene risolto in modo tale per cui si pensi che scriverne un libro era da considerarsi del tutto inutile e per di più risolto in modo davvero troppo frettoloso, come buttato lì e che quasi pareva una bozza più che un romanzo completo. Ero delusa soprattutto perché lo sviluppo della trama era fatto bene e soprattutto per la particolarità dei nuovi piccoli colpi di scena ad ogni fine capitolo. Nonostante ciò, fin dalla pagina successiva tutto si ribalta e in modo del tutto sensato. La scrittrice è stata davvero brava a rendere questo romanzo semplice e al contempo ben strutturato. Anche per quanto riguarda gli sviluppi del caso di omicidio: ad ogni capitolo il caso si evolve avanzando inevitabilmente verso la risoluzione, per poi arrivare al colpevole senza nuovi colpi di scena e senza che egli spiegasse motivi specifici per cui abbia agito in tal modo (anche per questo sembrava che il romanzo fosse inutile d’esistere); il vero motivo, o meglio i motivi, vengono spiegati a pari passo con lo sviluppo del caso stesso. A fine lettura c’è un breve riepilogo del caso e ci si rende conto che i motivi sono stati esplicati giorno dopo giorno e scoperti insieme alla protagonista ben molto prima dell’inizio del caso; c’è tutto un percorso psicologico e, se vogliamo aggiungere, sociale che ha dato inizio e portato quasi inevitabilmente agli omicidi principali, un percorso in cui la stessa protagonista si trova inconsapevolmente coinvolta.

Stile di scrittura.
La lettura è molto scorrevole data la semplicità dello stile, favorita anche dalle 316 pagine totali suddivise in 24 capitoli. La narrazione si svolge in prima persona di Olivia Randall, molto spesso farcita dai pensieri personali e ricordi.

Consigliato agli amanti del thriller in generale e a chi piace l’ambito giudiziario.

Valutazione: 9.

martedì 21 febbraio 2017

L'ipnotista - Lars Kepler

Sono finalmente riuscita a leggere questo libro che comprai ancora un paio di estati fa in seguito al superamento di un esame universitario.




Trama (dal libro): Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato terribilmente storto e ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi. Ha mantenuto quella promessa fino a oggi, ma adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo che ha appena assistito al massacro della sua famiglia. Erik sa che infrangerà la sua promessa. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita.


Recensione ed analisi.

Essendo composta da più di 500 pagine, la storia potrebbe apparire lenta e troppo ricca di informazioni, tuttavia non è così perché proprio quelle informazioni intessono la trama passo per passo fino al nodo finale. La narrazione si incentra sul massacro di una famiglia, il cui ragazzino è l’unico membro rimasto miracolosamente vivo anche se in gravi condizioni. Pian piano si apriranno altre parentesi e altre storie intuendo che il vero protagonista non è questo ragazzino. Fino alla fine apparentemente non sembra che ci siano nessi comuni tra le varie parentesi, ma tutto si chiarirà proprio nelle ultime pagine in un modo che il lettore, pur facendo mere ipotesi, si aspetta.
Di genere thriller psicologico, in certi punti si fa sentire la suspense (ancora di più se si dedica la lettura durante la sera) e coinvolge molto il lettore immergendolo con la fantasia ad immaginare situazioni e a trasformarlo in una sorta di “Watson” per il commissario Joona Linna.

Stile di scrittura.

Il libro è stato scritto a quattro mani da una coppia di coniugi svedesi sotto pseudonimo di Lars Kepler. Questo non crea differenze nello stile durante la lettura. Anzi, essi sono stati molto bravi a mantenere il filo della storia sotto i punti di vista dei vari personaggi in ogni momento della giornata; infatti, il libro non è suddiviso in capitoli bensì in giornate (e nei vari momenti che le compongono: mattina, pomeriggio, sera, notte), eccezion fatta per blocchetto di pagine occupato interamente da un flashback di dieci anni prima della storia attuale).
Lo stile non è semplicissimo ma nemmeno difficile, è certamente ricercato nei dettagli e al contempo scorrevole nella lettura.

Consigliato agli amanti del thriller e per quello psicologico nello specifico.


Valutazione: 8 ½.