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venerdì 20 gennaio 2017

La biblioteca dei libri proibiti (Florence and Giles #1) – John Harding

Ed ecco il primo libro letto nel 2017. L'ho scoperto tramite un forum di libri che frequento e il titolo già mi stuzzicava l'interesse. L'ho divorato in 2 giorni o 3, ma mi sento di dire che nulla è come sembra.


Trama (dal libro): New England, 1891. È notte fonda ormai. Nell'antica dimora di Blithe House regnano il silenzio e l'oscurità. Per Florence, giovane orfana di dodici anni, è finalmente giunto il momento che ogni giorno aspetta con ansia. Attenta a non far rumore, sale le scale ed entra nella vecchia biblioteca. Nella grande stanza abitata dalla polvere e dall'abbandono ci sono gli unici amici che le tengano davvero compagnia, i libri. Libri proibiti per Florence. Non potrebbe nemmeno toccarli: da sempre le è vietato leggere. Così le ha imposto lo zio che l'ha allevata con il fratellino Giles. Un uomo misterioso, che l'ha condannata a vivere confinata in casa insieme alla servitù. Ma Florence è furba e determinata e ha imparato a leggere da sola. Ha intuito che nei libri è racchiusa la strada per la libertà. Perché proprio in quella biblioteca, tra i vecchi volumi di Sir Walter Scott, Jane Austen, Charles Dickens, George Eliot e Shakespeare, si nasconde un segreto legato a doppio filo alla morte dei suoi genitori. Una terribile verità che, notte dopo notte, getta ombre sempre più inquietanti sulla vita di tutti. Strani episodi iniziano a sconvolgere la dimora. Prima la morte violenta e inspiegabile di una delle governanti, poi l'arrivo della nuova istitutrice del fratellino, che odia Florence con tutta sé stessa. Per la ragazza camminare per i corridoi della casa è sempre più pericoloso. Deve essere astuta e stare attenta a tutto, al minimo scricchiolio del legno, a un soffio di vento, agli occhi che la fissano sinistri dai dipinti. A verità ora è una questione di vita o di morte. E per trovarla Florence avrà bisogno delle parole che si annidano nei libri e dell’anima oscura che si nasconde in lei.
Un romanzo indimenticabile. In corso di pubblicazione in tutto il mondo, ha entusiasmato i lettori e ha incantato la critica, diventando uno dei casi letterari più commentati della stagione. Sullo sfondo di atmosfere magiche e inquietanti, John Harding racconta una storia di misteri e bugie, di verità oscure e di speranze inattese in cui la forza della lettura e dei libri, forse, può persino salvare la vita.

Recensione ed analisi.
Lo scrittore è stato bravo a non rendere la storia scontata come può apparire già dal titolo e dalla copertina (quella italiana). Dall’altra parte, però, a fine romanzo il lettore si ritrova certamente spaesato e pieno di domande senza risposta. Il fatto più in rilievo, tra gli altri, è la presenza del titolo che dovrebbe annunciare il fulcro della trama, il quale si può dire che ne occupi soltanto una parte del libro; perde la sua importanza via via che altri elementi si aggiungono alla narrazione. In qualche modo, Harding vuole lasciare che sia il lettore stesso ad interpretare il finale, che può essere aperto o autoconclusivo (tralasciando la presenza di un sequel), e soprattutto le varie dinamiche che hanno portato lo sviluppo di alcune situazioni sfociate in una punta di giallo.
Nonostante ciò la trama, nel suo complesso, è ben sviluppata: non troppo noiosa e non troppo precipitosa, bensì si evolve gradualmente presentando i vari elementi che entrano in scena conquistandosi il palcoscenico.

Stile di scrittura.
Harding scrive molto bene, in uno stile molto scorrevole le cui pagine del libro il lettore si divora letteralmente. La narrazione è in prima persona, dal punto di vista della protagonista Florence, la quale racconta la storia adottando molti termini inventati tratti da calchi anche dai nomi propri, del tipo: scespirizzare (da Shakespeare), copertoso (da coperta), bibliotecare (stare in biblioteca), intorreggiare (stare sulla torre dell'edificio), e tante altre; ogni pagina ne è piena, nonostante ciò la lettura è sempre molto scorrevole.

Consigliato agli amanti dei libri (anche se risulta scontato) e del gotico ottocentesco.

Valutazione: 7.

lunedì 5 dicembre 2016

"Harry Potter e la Maledizione dell’Erede" (serie Harry Potter #8) – J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

Anche questo è un libro che mi è stato regalato per la mia Laurea, dopo esattamente 2 mesi dalla sua uscita (e sono riuscita ad evitare gli spoilers!). L'ho divorato in un giorno e mezzo circa!




Trama (dal libro): L’ottava storia. Diciannove anni dopo…
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora, da impiegato al Ministero della Magia, oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare.
Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, Albus, suo secondogenito, deve lottare con il peso di un’eredità famigliare che non ha mai voluto. Quando passato e presente si fondono in un’oscura minaccia, padre e figlio apprendono una scomoda verità: il pericolo proviene a volte da luoghi inaspettati.
Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è un nuovo spettacolo di Jack Thorne. È l’ottava storia della serie di Harry Potter e la prima a essere rappresentata a teatro. Questa Edizione Speciale Scriptbook del testo teatrale porta la nuova avventura di Harry Potter, dei suoi amici e della sua famiglia ai lettori di tutto il mondo, in seguito alla première che si è tenuta nel West End di Londra il 30 luglio 2016.
Lo spettacolo Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è prodotto da Sonia Friedman Productions, Colin Callender e la Harry Potter Theatrical Productions.

Recensione ed analisi.
Anche questo è un libro totalmente diverso: è una sceneggiatura in formato libro, pensato per tutti i milioni di fan del mago nel mondo. Un gran bel pensiero, davvero.
Si nota tantissimo, però, la non-mano della Rowling. Ogni cosa è totalmente diversa da come la conoscevamo durante le lunghe letture degli altri libri: i personaggi non hanno conservato la loro minima personalità, quella innata che rimane tutta la vita (forse soltanto di Ron si poteva intravedere qualche sprazzo di umorismo tipico del suo carattere); la storia è piena, ma che dico, stracolma di fantasia, tantissimi spunti con l’impressione che siano stati poco approfonditi e inoltre in qualche modo “disordinati”; tutta la parte dei viaggi tramite la GiraTempo (e cioè per la gran parte della storia) mi ha molto ricordato la serie tv “The Flash”, e soprattutto con gli episodi recenti riguardanti i viaggi del tempo di Flash e dei casini che crea di conseguenza; un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa è stata la prima parte, in particolare le prime pagine, in cui passano 3 anni con un solo evento raccontato, questo mi ha lasciata abbastanza spiazzata e disorientata.
In tutta onestà, la mia opinione è divisa a metà: non sono del tutto convinta della storia (forse perché non è di mano della Rowling e/o forse perché è in formato sceneggiatura teatrale), ma d’altra parte non la voglio nemmeno depennare completamente dall’intera serie.

Stile di scrittura.
Lo stile è tipico delle sceneggiature teatrali e, nonostante le 400 pagine, le pagine scorrono molto velocemente soprattutto per la presenza dei dialoghi e di molti spazi vuoti e pagine bianche che separano le varie scene e i vari atti tra loro, essendo questi molto brevi (dalle 2 alle 4 pagine ognuno, a volte anche scene occupate da una sola pagina).

Consigliato agli amanti e fan di Harry Potter e della sua “mamma”, a prescindere dall’impostazione della storia.

Valutazione: 7