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martedì 5 dicembre 2017

Mr Mercedes (Trilogia Mr Mercedes #1) - Stephen King




Trama (dal libro): All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro, centinaia di persone sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una Mercedes grigia, che spazza via decine di uomini e donne per poi sparire. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Inizia così un'incalzante caccia all'uomo, e il vecchio Hodges potrà contare solo sull'intelligenza e l'esperienza per fermare il suo sadico nemico.

Recensione ed analisi.
L'uscita della serie tv omonima quest'anno mi ha dato l'input di cominciare questa trilogia. Personalmente preferisco prima leggere su carta la storia che viene poi trasmessa sullo schermo ed essere a conoscenza degli avvenimenti e delle personalità dei protagonisti in modo completo, tale poi da riuscire ad interpretare scene eventualmente poco spiegate o addirittura saltate e costruire così il filo logico della trama.
Questo primo volume dell'omonima trilogia, che ha come primo protagonista il detective ormai in pensione Bill Hodges, l'ho letto in formato e-book e oltre ad alcuni difettucci grammaticali di cui parlerò dopo sostanzialmente la storia in generale mi ha coinvolta molto. Mi sono rimasti particolarmente impressi le dinamiche psicologiche molto precise di ogni personaggio e dei loro vissuti e la cura dei dettagli; Stephen King è stato bravo.
Certamente c'è ben poco da paragonare con la serie tv che ha solo ripreso la trama a grandi linee e di cui mancano molte parti, a mio parere importanti, e addirittura alcune di esse sono totalmente differenti dal libro originale.

Stile di scrittura.
Sarà certamente un difetto del formato e-book, che raramente si incontra nel cartaceo, ma la prima cosa che mi è saltata all'occhio è stata la scorrettezza grammaticale in certi punti qua e là durante la lettura; si trattava perlopiù di errori di genere o di punteggiatura, che comunque distraeva al momento dalla scorrevolezza della lettura.
Nonostante ciò, durante la lettura ho scoperto la struttura dei vari capitoli, ognuno di essi riporta il punto di vista di un diverso protagonista, i suoi dialoghi con gli altri personaggi e soprattutto tutti i suoi pensieri profondi e psicologici e i flashback che lo riguardano.
La lettura è scorrevole finché c'è un totale coinvolgimento del lettore che si trova a conoscere a fondo ogni personaggio e incontra momenti di suspense nei punti giusti, ma dall'altro lato ho trovato la lettura un po' impegnativa all'altezza della bravura di King. Proprio per questo motivo è necessario che non ci siano distrazioni dalla lettura o c'è il rischio di dover tornare indietro di non poco per recuperare il nesso perso.

Consigliato agli amanti del thriller e soprattutto Stephen King, re del genere thriller.

Valutazione: 8 e mezzo.

venerdì 9 giugno 2017

La ragazza nel parco - Alafair Burke



Trama (dal libro): Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall'altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent'anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni. Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov'era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando...

Recensione ed analisi.
È considerato di base un thriller, ma aggiungerei che sia anche considerabile come genere giudiziario, sebbene la protagonista sia un’avvocatessa. Devo dire che questo libro è stato una sorpresa: senza rivelare spoiler (ci provo!) sono arrivata praticamente a pochissime pagine al termine davvero delusa, in cui il caso principe viene risolto in modo tale per cui si pensi che scriverne un libro era da considerarsi del tutto inutile e per di più risolto in modo davvero troppo frettoloso, come buttato lì e che quasi pareva una bozza più che un romanzo completo. Ero delusa soprattutto perché lo sviluppo della trama era fatto bene e soprattutto per la particolarità dei nuovi piccoli colpi di scena ad ogni fine capitolo. Nonostante ciò, fin dalla pagina successiva tutto si ribalta e in modo del tutto sensato. La scrittrice è stata davvero brava a rendere questo romanzo semplice e al contempo ben strutturato. Anche per quanto riguarda gli sviluppi del caso di omicidio: ad ogni capitolo il caso si evolve avanzando inevitabilmente verso la risoluzione, per poi arrivare al colpevole senza nuovi colpi di scena e senza che egli spiegasse motivi specifici per cui abbia agito in tal modo (anche per questo sembrava che il romanzo fosse inutile d’esistere); il vero motivo, o meglio i motivi, vengono spiegati a pari passo con lo sviluppo del caso stesso. A fine lettura c’è un breve riepilogo del caso e ci si rende conto che i motivi sono stati esplicati giorno dopo giorno e scoperti insieme alla protagonista ben molto prima dell’inizio del caso; c’è tutto un percorso psicologico e, se vogliamo aggiungere, sociale che ha dato inizio e portato quasi inevitabilmente agli omicidi principali, un percorso in cui la stessa protagonista si trova inconsapevolmente coinvolta.

Stile di scrittura.
La lettura è molto scorrevole data la semplicità dello stile, favorita anche dalle 316 pagine totali suddivise in 24 capitoli. La narrazione si svolge in prima persona di Olivia Randall, molto spesso farcita dai pensieri personali e ricordi.

Consigliato agli amanti del thriller in generale e a chi piace l’ambito giudiziario.

Valutazione: 9.

venerdì 12 maggio 2017

The Treatment (Serie The Program #2) – Suzanne Young



Trama: Sono passate settimane da quando Sloane è stata dimessa dal Programma, il progetto sperimentale che obbliga gli adolescenti a rischio di depressione alla rimozione dei ricordi, eppure è ancora sotto stretta osservazione. Nonostante abbia dimenticato intere parti del suo passato, il cuore l’ha spinta di nuovo tra le braccia di James, il ragazzo che ha sempre amato. In questo modo, però, ha scoperchiato una scatola che avrebbe dovuto rimanere sigillata, mettendo in pericolo la validità stessa della terapia a cui entrambi sono stati sottoposti. Ma il Programma non può permettersi di fallire e dà il via a una caccia serrata. In fuga dagli stessi uomini che li hanno internati, Sloane e James non possono fare altro che unirsi a un gruppo di ribelli che
vuole scardinare l’impalcatura di segreti e bugie su cui si fonda il Programma. Riuscirci, però, è tutt’altro che semplice. Soprattutto perché l’unico indizio a disposizione è la pillola arancione che Michael Realm – il solo amico che Sloane aveva nel Programma – le ha lasciato prima di scomparire nel nulla. L’antidoto in grado di ripristinare i ricordi persi. La Cura su cui tutti vorrebbero mettere le mani. 
In un crescendo di inseguimenti, depistaggi e tradimenti, si conclude la storia d’amore di Sloane e James: il secondo, appassionante capitolo della serie bestseller del «New York Times».

Recensione ed analisi.
Subito dopo aver letto il primo della trilogia, dalla curiosità, sono subito passata al seguito della storia. Si nota in effetti un cambiamento di ambiente, in seguito agli avvenimenti accaduti alla fine del precedente libro.
Seppure stavolta ci siano molta più azione, new entries e nuovi pericoli, una cosa non ha cambiato la mia opinione: la protagonista Sloane. Continuo a ritenerla una “piagnucolona” in costante lotta con i suoi pensieri d’amore per il suo amato e, ancor di più, scene di gelosie e sguardi rubati con un altro personaggio verso il quale prova sentimenti contrastanti, che non si capisce mai se sono d’amore o perché gli deve la vita che le ha salvato. Non l’ho trovata cambiata, anzi. Certo, l’amore per James pare rafforzarla e resistere nell’andare avanti ad affrontare le cose, ma le lamentele non mancavano in alcun modo.
Invece ho potuto notare un James molto più maturo senza cambiare del tutto la sua indole scherzosa, ma di certo con un’altra visione delle cose che accadevano intorno a chi era coinvolto nel Programma.

Stile di scrittura.
Ribadisco ciò che ho scritto nell’altra recensione: essendo l’autrice sempre la stessa, la scrittura non è cambiata; la lettura è rimasta ancora scorrevole e semplice.
Anche la suddivisione della trama è rimasta tale: in 3 parti che indicano l’evoluzione della storia, ognuno delle quali contiene dai 14 ai 16 capitoli, e un epilogo finale.

Consigliato a chi piace pensare che l’amore vinca su tutto, anche sulla memoria.

Valutazione: 7.

martedì 14 marzo 2017

The Program (Serie The Program #1) – Suzanne Young



Trama: Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.

Recensione ed analisi.
Ho letto questo libro in formato EPUB e il mio Kobo indica che l’ho completato in circa 10 ore. Effettivamente ci ho messo davvero poco per leggerlo: quando iniziavo, passavano ore prima che mi fossi presa una pausa, ad ogni capitolo mi dicevo di fermarmi ma quel momento sembrava non arrivare mai.
Per questo devo dire che mi è piaciuto molto leggerlo, soprattutto perché era da tempo che questa serie mi incuriosiva. C’è da dire, però, che nonostante appartenga al genere distopico, non manca il lato un po’ “teen young” e “romance”: ovvero la trama si aggira quasi interamente su protagonisti giovani e non ancora maggiorenni che vanno a scuola e sulle storie d’amore e la lotta per salvarle. Sicuramente è una questione personale, ma troppo romance smielato finisce per stancarmi. Un’altra pecca è stata la protagonista: piange, sempre! Posso capire le situazioni e le difficoltà in cui si è trovata ad affrontare, ma ad ogni svolta della storia lei aveva sempre le lacrime agli occhi ed era sempre a lottare per ricacciarle prima di affrontare qualsiasi cosa le capitasse.
Mi è piaciuta invece l’idea generale della trama, ovvero quella della lotta per i propri ricordi che, belli e brutti che siano, formano le persone che siamo.

Stile di scrittura.
La scrittura è molto scorrevole e per nulla pesante. Questo è stato uno dei punti decisamente a favore e per il quale completare la lettura ha richiesto molto poco tempo.
Il libro è suddiviso in 3 parti che indicano l’evoluzione della storia, ognuno delle quali contiene dai 14 ai 16 capitoli, e un epilogo finale.

Consigliato a chi piace il genere distopico, senza dubbio, ma anche a chi non vuole rinunciare al lato romantico e la lotta per salvare il proprio amore.


Valutazione: 7.

martedì 21 febbraio 2017

L'ipnotista - Lars Kepler

Sono finalmente riuscita a leggere questo libro che comprai ancora un paio di estati fa in seguito al superamento di un esame universitario.




Trama (dal libro): Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato terribilmente storto e ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi. Ha mantenuto quella promessa fino a oggi, ma adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo che ha appena assistito al massacro della sua famiglia. Erik sa che infrangerà la sua promessa. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita.


Recensione ed analisi.

Essendo composta da più di 500 pagine, la storia potrebbe apparire lenta e troppo ricca di informazioni, tuttavia non è così perché proprio quelle informazioni intessono la trama passo per passo fino al nodo finale. La narrazione si incentra sul massacro di una famiglia, il cui ragazzino è l’unico membro rimasto miracolosamente vivo anche se in gravi condizioni. Pian piano si apriranno altre parentesi e altre storie intuendo che il vero protagonista non è questo ragazzino. Fino alla fine apparentemente non sembra che ci siano nessi comuni tra le varie parentesi, ma tutto si chiarirà proprio nelle ultime pagine in un modo che il lettore, pur facendo mere ipotesi, si aspetta.
Di genere thriller psicologico, in certi punti si fa sentire la suspense (ancora di più se si dedica la lettura durante la sera) e coinvolge molto il lettore immergendolo con la fantasia ad immaginare situazioni e a trasformarlo in una sorta di “Watson” per il commissario Joona Linna.

Stile di scrittura.

Il libro è stato scritto a quattro mani da una coppia di coniugi svedesi sotto pseudonimo di Lars Kepler. Questo non crea differenze nello stile durante la lettura. Anzi, essi sono stati molto bravi a mantenere il filo della storia sotto i punti di vista dei vari personaggi in ogni momento della giornata; infatti, il libro non è suddiviso in capitoli bensì in giornate (e nei vari momenti che le compongono: mattina, pomeriggio, sera, notte), eccezion fatta per blocchetto di pagine occupato interamente da un flashback di dieci anni prima della storia attuale).
Lo stile non è semplicissimo ma nemmeno difficile, è certamente ricercato nei dettagli e al contempo scorrevole nella lettura.

Consigliato agli amanti del thriller e per quello psicologico nello specifico.


Valutazione: 8 ½.

venerdì 20 gennaio 2017

La biblioteca dei libri proibiti (Florence and Giles #1) – John Harding

Ed ecco il primo libro letto nel 2017. L'ho scoperto tramite un forum di libri che frequento e il titolo già mi stuzzicava l'interesse. L'ho divorato in 2 giorni o 3, ma mi sento di dire che nulla è come sembra.


Trama (dal libro): New England, 1891. È notte fonda ormai. Nell'antica dimora di Blithe House regnano il silenzio e l'oscurità. Per Florence, giovane orfana di dodici anni, è finalmente giunto il momento che ogni giorno aspetta con ansia. Attenta a non far rumore, sale le scale ed entra nella vecchia biblioteca. Nella grande stanza abitata dalla polvere e dall'abbandono ci sono gli unici amici che le tengano davvero compagnia, i libri. Libri proibiti per Florence. Non potrebbe nemmeno toccarli: da sempre le è vietato leggere. Così le ha imposto lo zio che l'ha allevata con il fratellino Giles. Un uomo misterioso, che l'ha condannata a vivere confinata in casa insieme alla servitù. Ma Florence è furba e determinata e ha imparato a leggere da sola. Ha intuito che nei libri è racchiusa la strada per la libertà. Perché proprio in quella biblioteca, tra i vecchi volumi di Sir Walter Scott, Jane Austen, Charles Dickens, George Eliot e Shakespeare, si nasconde un segreto legato a doppio filo alla morte dei suoi genitori. Una terribile verità che, notte dopo notte, getta ombre sempre più inquietanti sulla vita di tutti. Strani episodi iniziano a sconvolgere la dimora. Prima la morte violenta e inspiegabile di una delle governanti, poi l'arrivo della nuova istitutrice del fratellino, che odia Florence con tutta sé stessa. Per la ragazza camminare per i corridoi della casa è sempre più pericoloso. Deve essere astuta e stare attenta a tutto, al minimo scricchiolio del legno, a un soffio di vento, agli occhi che la fissano sinistri dai dipinti. A verità ora è una questione di vita o di morte. E per trovarla Florence avrà bisogno delle parole che si annidano nei libri e dell’anima oscura che si nasconde in lei.
Un romanzo indimenticabile. In corso di pubblicazione in tutto il mondo, ha entusiasmato i lettori e ha incantato la critica, diventando uno dei casi letterari più commentati della stagione. Sullo sfondo di atmosfere magiche e inquietanti, John Harding racconta una storia di misteri e bugie, di verità oscure e di speranze inattese in cui la forza della lettura e dei libri, forse, può persino salvare la vita.

Recensione ed analisi.
Lo scrittore è stato bravo a non rendere la storia scontata come può apparire già dal titolo e dalla copertina (quella italiana). Dall’altra parte, però, a fine romanzo il lettore si ritrova certamente spaesato e pieno di domande senza risposta. Il fatto più in rilievo, tra gli altri, è la presenza del titolo che dovrebbe annunciare il fulcro della trama, il quale si può dire che ne occupi soltanto una parte del libro; perde la sua importanza via via che altri elementi si aggiungono alla narrazione. In qualche modo, Harding vuole lasciare che sia il lettore stesso ad interpretare il finale, che può essere aperto o autoconclusivo (tralasciando la presenza di un sequel), e soprattutto le varie dinamiche che hanno portato lo sviluppo di alcune situazioni sfociate in una punta di giallo.
Nonostante ciò la trama, nel suo complesso, è ben sviluppata: non troppo noiosa e non troppo precipitosa, bensì si evolve gradualmente presentando i vari elementi che entrano in scena conquistandosi il palcoscenico.

Stile di scrittura.
Harding scrive molto bene, in uno stile molto scorrevole le cui pagine del libro il lettore si divora letteralmente. La narrazione è in prima persona, dal punto di vista della protagonista Florence, la quale racconta la storia adottando molti termini inventati tratti da calchi anche dai nomi propri, del tipo: scespirizzare (da Shakespeare), copertoso (da coperta), bibliotecare (stare in biblioteca), intorreggiare (stare sulla torre dell'edificio), e tante altre; ogni pagina ne è piena, nonostante ciò la lettura è sempre molto scorrevole.

Consigliato agli amanti dei libri (anche se risulta scontato) e del gotico ottocentesco.

Valutazione: 7.

lunedì 19 dicembre 2016

Il segno della croce – Glenn Cooper

Anche questa volta ho divorato un altro libro in pochissimi giorni (tralasciando quelli in cui non ho avuto l'impulso della lettura senza freni), libro che (anche questo, di nuovo) mi è stato regalato in occasione della mia Laurea il mese scorso.




Trama (dal libro): Intorno a loro, si apre l’infinito deserto di ghiaccio e vento dall’Antartide. Dopo ore di faticoso camino, il gruppo di uomini raggiunge il punto segnato sulla mappa. E lo individuano: l’ingresso di una caverna scavata decenni prima da chi li ha preceduti in quel continente disabitato. Quando entrano, in religioso silenzio, si trovano davanti un museo ideato per conservare reperti che il mondo crede perduti per sempre. Ma quegli uomini sono arrivati lì per due oggetti soltanto. E adesso li stringono tra le mani. Ne manca ancora uno, poi l’alba di una nuova era sorgerà sul mondo.
In un piccolo paese del’Abruzzo, un giovane sacerdote si alza dal letto, il dolore è lancinante. La fasciatura intorno ai polsi è intrisa di sangue. Con cautela, il prete scioglie le bende. Le sue suppliche non sono state esaudite, le piaghe sono ancora aperte. Il sacerdote chiude gli occhi e inizia a pregare. Prega che gli sia risparmiata quella sofferenza. Che gli sia data la forza di superare quella prova. E che nessuno venga mai a conoscenza del suo segreto.

Recensione ed analisi.
Premetto che di questo scrittore ho già letto l’ultimo libro pubblicato prima di questo e fin da subito mi ha colpito, sembra scontato da dire, tutto: modo di scrivere, lettura scorrevole e, soprattutto, il contenuto tematico. Glenn è uno scrittore di thriller storico, due generi che adoro e che messi insieme non avrei mai potuto scoprire un tale mondo. In particolare, essendo lui un archeologo, il tema principale ruota attorno ai misteri della religione cristiana: templari, reliquie sacre, Santo Graal, gruppi segreti con particolari tendenze politiche…, tema che abbraccia la storia in modo assolutamente equilibrato in un modo che nessuno dei due sovrasti l’altro, bensì si incastrano perfettamente in linea alla trama scelta dall’autore.
Questo è ciò che era successo quando lessi lo scorso anno Il calice della vita e di nuovo anche in quest’ultima pubblicazione. Qui, in breve e senza rivelare nulla di particolare, troviamo lo scontro/incontro tra storia e religione, dove quest’ultima viene “usata” per scopi puramente politici: la creazione del Quarto Reich.
Come è successo anche con il precedente libro, ho trovato interessante come Glenn sia un autore molto informato, in questo senso studioso suppongo, le cui rivelazioni fatte nel corso della storia siano di gran lunga veritiere e non sempre frutto della propria invenzione. Il talento dello scrittore credo che stia proprio in questo: incastrare eventi storici realmente accaduti, oggetti realmente esistiti e luoghi geograficamente presenti in un lineare intreccio narrativo.

Stile di scrittura.
Ho riconosciuto subito il modo di scrivere di Glenn: flashback e flashforward continui ma non confusi piuttosto esplicativi per la trama, il cui sviluppo va di pari passo con il calo dei flashback di cui se ne necessitava sempre meno avendo l’intera storia chiara e lineare.
In linea di massima, la scrittura non è per niente pesante, anzi certe pagine scorrono via come acqua fresca e in pochissimo tempo ci si ritrova a quasi alla fine.

Consigliato agli amanti del thriller storico e dei temi che ruotano intorno al mistero della fede.

Valutazione: 9 (sono un po' di parte 😉)

martedì 6 dicembre 2016

"Nord e Sud" - Elizabeth Gaskell



Trama (dal libro): ‘Nord e Sud', a indicare due estremi in contrasto, fu il titolo voluto dall’editore, non quello pensato da Elizabeth Gaskell, che sul frontespizio immaginava il nome della sua eroina, Margaret Hale. Sono le due polarità geografiche e la maturazione della protagonista a fornire i temi cardine del romanzo, capolavoro della letteratura vittoriana: Margaret, trasferitasi da Helstone, fiabesco villaggio del Sud, a Milton-Northern, popolosa città manifatturiera del Nord, si trova bruscamente immessa nel mondo nuovo, e per molti aspetti irriconoscibile, prodotto dall’industrializzazione. La famiglia Hale, che coltiva valori tradizionali, è totalmente estranea alla frenetica vita del centro industriale in piena espansione, alla nascente lotta di classe fra padroni e operai, all’inquinamento e al degrado sociale. Eppure Margaret stringe presto amicizia con Bessy Higgins, una ragazza ammalatasi per le pessime condizioni di lavoro in fabbrica, e con il padre Nicholas, sindacalista impegnato attivamente nel movimento operaio: prendendo a cuore la famiglia, inizia a nutrire curiosità e interessi fino a quel momento sconosciuti. Subito complesso si rivela, invece, il rapporto con John Thornton, allievo del signor Hale e padrone di uno dei più importanti cotonifici di Milton: Margaret è combattuta tra l’ammirazione per l’uomo che si è fatto da solo, contando unicamente sulle proprie capacità, e l’ostilità per l’industriale che, a suo giudizio, è responsabile delle misere condizioni di vita dei suoi operai. Attraverso l’occhio di un’ anima incorrotta, Elizabeth Gaskell rappresenta così la corruzione dei tempi nuovi, e non li condanna. Anzi auspica soluzioni che sintetizzino i due opposti, la vita arcaica e quella moderna, in modo che la prima dia contenuto alla seconda. Grazie al vissuto doloroso, suo e dell’ambiente soffocato che la circonda, la sua eroina acquisisce identità, supera i pregiudizi e apprende una nuova etica, incarnando la ‘congiunzione’ fra passato e futuro, fra uomini e donne, fra padroni e operai. Fra Nord e Sud.

Recensione ed analisi.
La lettura di questo libro (nel mio caso, in formato ebook) ha richiesto davvero tantissimo tempo, quantificabile in pochi anni. Il motivo è molto semplice: volevo ritagliare del tempo unicamente a questa lettura, che sapevo già essere molto particolare, oltre alla scrittura di altri tempo, al contenuto. Infatti, la trama abbraccia diverse tematiche che nell’Ottocento erano d’attualità, soprattutto nel caso in cui si tratti del periodo della Rivoluzione Industriale: le condizioni di lavoro e di povertà, i rapporti tra operai e datori, i contrasti tra industrializzazione e socialismo, le diversità tra il Nord e il Sud, i rapporti tra i diversi livelli di cultura, i confronti dei punti di vista, le differenze tra uomo e gentiluomo, il coraggio, l’orgoglio, la vita e la morte,…
È interessante come i diversi temi si sviluppano nel corso della storia e come ognuno di essi alla fine riescano in qualche modo, e con non poche difficoltà, ad arrivare ad un compromesso comune.
Sono molto contenta della lettura, soprattutto in seguito alla scoperta della miniserie grazie al mio libro di inglese dell’università e ad alcuni suoi spezzoni contenuti nel cd-rom. Ho potuto poi guardare l’intera miniserie che, come in ogni trasposizione cinematografica, non rende completamente il contenuto del libro; senza nulla togliere all’incredibile interpretazione degli attori.

Stile di scrittura.
Come scritto prima, la scrittura è certamente quella di altri tempi: si nota immediatamente e prosegue per tutto il libro, in particolare l’antico uso del “Voi”, ma anche descrizioni dettagliate di ambientazioni e sensazioni sono le parti che più mi hanno affascinato. È senza dubbio uno stile di un certo peso e di certo non adatto a chi preferisce una lettura molto più scorrevole, piuttosto che soffermarsi nei dettagli e, di conseguenza, rallentarne la lettura stessa.

Consigliato a chi ama la letteratura inglese e i romanzi dallo stile antico e particolare.

Valutazione: 9

lunedì 5 dicembre 2016

"Harry Potter e la Maledizione dell’Erede" (serie Harry Potter #8) – J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

Anche questo è un libro che mi è stato regalato per la mia Laurea, dopo esattamente 2 mesi dalla sua uscita (e sono riuscita ad evitare gli spoilers!). L'ho divorato in un giorno e mezzo circa!




Trama (dal libro): L’ottava storia. Diciannove anni dopo…
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora, da impiegato al Ministero della Magia, oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare.
Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, Albus, suo secondogenito, deve lottare con il peso di un’eredità famigliare che non ha mai voluto. Quando passato e presente si fondono in un’oscura minaccia, padre e figlio apprendono una scomoda verità: il pericolo proviene a volte da luoghi inaspettati.
Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è un nuovo spettacolo di Jack Thorne. È l’ottava storia della serie di Harry Potter e la prima a essere rappresentata a teatro. Questa Edizione Speciale Scriptbook del testo teatrale porta la nuova avventura di Harry Potter, dei suoi amici e della sua famiglia ai lettori di tutto il mondo, in seguito alla première che si è tenuta nel West End di Londra il 30 luglio 2016.
Lo spettacolo Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è prodotto da Sonia Friedman Productions, Colin Callender e la Harry Potter Theatrical Productions.

Recensione ed analisi.
Anche questo è un libro totalmente diverso: è una sceneggiatura in formato libro, pensato per tutti i milioni di fan del mago nel mondo. Un gran bel pensiero, davvero.
Si nota tantissimo, però, la non-mano della Rowling. Ogni cosa è totalmente diversa da come la conoscevamo durante le lunghe letture degli altri libri: i personaggi non hanno conservato la loro minima personalità, quella innata che rimane tutta la vita (forse soltanto di Ron si poteva intravedere qualche sprazzo di umorismo tipico del suo carattere); la storia è piena, ma che dico, stracolma di fantasia, tantissimi spunti con l’impressione che siano stati poco approfonditi e inoltre in qualche modo “disordinati”; tutta la parte dei viaggi tramite la GiraTempo (e cioè per la gran parte della storia) mi ha molto ricordato la serie tv “The Flash”, e soprattutto con gli episodi recenti riguardanti i viaggi del tempo di Flash e dei casini che crea di conseguenza; un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa è stata la prima parte, in particolare le prime pagine, in cui passano 3 anni con un solo evento raccontato, questo mi ha lasciata abbastanza spiazzata e disorientata.
In tutta onestà, la mia opinione è divisa a metà: non sono del tutto convinta della storia (forse perché non è di mano della Rowling e/o forse perché è in formato sceneggiatura teatrale), ma d’altra parte non la voglio nemmeno depennare completamente dall’intera serie.

Stile di scrittura.
Lo stile è tipico delle sceneggiature teatrali e, nonostante le 400 pagine, le pagine scorrono molto velocemente soprattutto per la presenza dei dialoghi e di molti spazi vuoti e pagine bianche che separano le varie scene e i vari atti tra loro, essendo questi molto brevi (dalle 2 alle 4 pagine ognuno, a volte anche scene occupate da una sola pagina).

Consigliato agli amanti e fan di Harry Potter e della sua “mamma”, a prescindere dall’impostazione della storia.

Valutazione: 7

"La Volpe e la Stella" – Coralie Bickford-Smith

Questo libro mi è stato regalato per la mia Laurea ed ero curiosissima di poter ritagliare del tempo esclusivamente a questo, sapendo che l'illustrazione l'avrebbe "prosciugato" tutto, più delle parole della favola.




Trama (dal libro): C’era una volta Volpe che abitava nel profondo di una fitta foresta. Per quel che Volpe poteva ricordare, la sua unica amica era sempre stata Stella, che ogni notte illuminava i sentieri della foresta per lui. Finché una notte Stella non apparve, e Volpe dovette affrontare l’oscurità tutto solo…
Un capolavoro di grafica e illustrazione, una storia di amore e assenza, una parabola che parla di vita e di nostalgia.

Recensione ed analisi.
Questo è un libro molto diverso dai generi che di solito prediligo nella mia lettura. È sostanzialmente una favola illustrata, una bellissima favola, la cui illustrazione accompagna con il disegno le parole della breve storia. Una storia, tra l’altro, molto intensa e molto tenera.
Per circa 10 minuti (64 pagine in totale) sono tornata bambina, affascinata dall’illustrazione, e ho trovato il libro adatto alla lettura ad alta voce mentre il proprio figlio prende sonno.

Stile di scrittura.
Stile semplicissimo e molto ricco di aggettivi che fanno da contorno alle descrizioni della foresta e degli animali.

Consigliato a chi principalmente ama il mondo dell’illustrazione.

Valutazione: 10

venerdì 2 dicembre 2016

Il nuovo thriller di Paula Hawkins in arrivo a maggio [traduzione dall'inglese]

Per ravvivare un po' questo blog, ho deciso di pubblicare qui degli articoli da me tradotti dall'inglese o dal tedesco, che possano essere d'aiuto a chi ha poca dimestichezza con queste lingue straniere.
L'ultimo che ho tradotto da un paio di giorni riguarda l'ultimo romanzo di Paula Hawkins, in uscita il prossimo maggio 2017, Into the Water. Un romanzo del genere suspense psicologico i cui lettori e fan della Hawkins si aspettano tantissimo.
Venendo all'articolo, l'ho trovato per caso sul famosissimo portale sui libri The Bookseller, una notizia appena pubblicata che ha subito catturato la mia attenzione, eccolo tradotto qui di seguito.


Paula Hawkins ha firmato la “misteriosa e toccante” novella di suspense psicologico, la seconda pubblicata per Doubleday, intitolata Into The Water fissata per il rilascio il prossimo maggio. Il libro tratta della “verità ingannevole e di una famiglia sommersa dai segreti”, dice la sua editrice.

Ambientata in una piccola città sul fiume nel Regno Unito, il romanzo avrà una “stratificata storia che si spiega in un’avvincente stravolgimento”. Mentre poco è stato dato via in termini di trama, esso sarà caratterizzato da due sorelle e “spettrali echi del passato”.

L’ultimo romanzo della Hawkins The Girl on the Train (La ragazza del treno) ha venduto quasi 2,1 milioni di copie nel Regno Unito per oltre 13 milioni di sterline attraverso Nielsen BookScan fin dal suo rilascio nel gennaio 2015, catapultando la Hawkins nella lista degli “autori più pagati del mondo” per la prima volta quest’estate.

Il libro ha trascorso 12 settimane nel Regno Unico come numero uno per l’edizione del libro in brossura quest’anno e anche come hit di successo numero uno per il formato cartonato. Inoltre, ha speso 25 settimane in prima posizione come romanzo narrativo del mercato di largo consumo, 29 settimane numero uno come romanzo originale.

Hawkins ha detto che il suo nuovo romanzo di suspense psicologica è stato “prodotto da un bel po’”. “Per me c’è qualcosa di irresistibile circa le storie che raccontiamo a noi stessi, il modo con cui voci e verità possono essere nascoste consciamente o inconsciamente, ricordi che possono essere lavati via e intere storie sommerse”, ha detto. “Allora le due sorelle sono comparse, e il romanzo ha cominciato a formarsi”.

La sua editrice Sarah Adams ha detto che Into The Water “gocciola con sospetto e gli echi spettrali del passato”. “È una lettura minacciosa, movimentata, profondamente soddisfacente che mi ha estasiato dalla prima pagina all’ultima,” ha detto. “Non potremmo essere più entusiasti di condividere con lei i lettori in trepidante attesa.”

Hawkins ha precedentemente scritto un romanzo sentimentale sotto lo pseudonimo di Amy Silver, ma The Girl on the Train (La ragazza del treno) fu il suo primo thriller scritto sotto il suo vero nome.

L’agente letterario di Hawkins, Lizzy Kremer della David Higham Associates, ha detto che il nuovo romanzo della Hawkins era “incredibilmente misterioso e commovente”. “È un libro originale e inflessibile che è sia un thriller eccezionale sia un bel romanzo”, ha detto.

La pubblicazione di Into the Water sarà supportato da un “enorme” PR multimediale e campagna di marketing e promozioni principali attraverso tutti i rivenditori, ha detto Doubleday. Sarà pubblicato in copertina rigida, e-book e sia in CD che nell’audio in formato digitale il 2 maggio 2017.

martedì 8 novembre 2016

"Allegiant" (Trilogia Divergent #3) – Veronica Roth




Trama (dal libro): La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema delle fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata soltanto da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, quello ce si estende oltre la recinzione, desiderosa di lasciarsi alle spalle i ricordi dolorosi che la tormentano e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias.
Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha appena lasciato.
Verità più esplosive marchieranno per sempre il cuore delle persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

Recensione ed analisi.
In questo terzo ed ultimo capitolo della saga “Divergent”, come in ogni finale, tutto cambierà. Si tratterrà, ovviamente, della lotta finale per un bene superiore, si compiranno gesti che daranno inizio allo scopo tanto sperato. Ci saranno sacrifici e scelte difficili che scalfiranno per sempre una nuova pagina della storia dell’umanità. Nulla è da dare per scontato.
Quando sembra che tutto appare più chiaro, ecco che arrivano a galla nuove verità e nuove minacce da affrontare, sempre più dure e sempre più grandi da sopportare.
Ho ritrovato in questa lettura le stesse caratteristiche del coraggio, della forza e della volontà di ogni eroe che tutti i bimbi almeno una volta nella vita hanno sognato di avere. Non solo. Ho ritrovato anche paura, sensazioni e forti dubbi che ogni eroe si trova ad affrontare ogni giorno, perché, nonostante tutto, gli eroi sono in fondo degli esseri umani (di solito).
Devo dire che, oltre al finale che potrebbe sembrare banale e scontato, il finale stesso è stata un po’ una sorpresa: non mi aspettavo certe scelte dai diversi personaggi.

Stile di scrittura.
Una particolarità è data dall’equa suddivisione dei capitoli, alternati dai punti di vista di Tris e Tobias/Quattro che raccontano ognuno in prima persona in un filo logico. La lettura è fluente e racchiude molto spesso lunghi monologhi in forma di pensiero.

Consigliato a chi segue le dure avventure distopiche di Tris e i suoi amici fin dal primo capitolo, in una lotta per un mondo migliore.

Valutazione: 8

domenica 15 maggio 2016

"Il seggio vacante" - J. K. Rowling

Questo è ufficialmente il primo libro finito letto sull'E-Reader e ci ho messo circa una settimana.





Trama (dal libro): A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un’antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti e la lotta per il suo posto all’interno dell’amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo.

Recensione ed analisi.
Ho sentito molte recensioni negative, ma da amante dei libri non ho voluto darci molto peso e ho dato una possibilità a questa storia di impressionarmi. Così è stato. Ho sentito dire, soprattutto, che il libro è "pesante e lungo". Posso confermarlo solo da un'altra prospettiva: la lunghezza del libro stesso. A chi non piace i "libroni" e le storie lunghe e complicate, questo può essere sicuramente il suo giudizio. Inoltre, può essere "pesante" per il fatto che, nonostante alcune scene satiriche, si possono incontrare scene piuttosto impegnative. Essendo una commedia nera/tragicommedia, vengono affrontati molti temi importanti, duri, "pesanti", ma da non sottovalutare mai.
Inizialmente il lettore può trovarsi un po' confuso, come se avesse perso delle parti e delle storie per strada, lasciandogli in testa alcuni quesiti; man mano, invece verrà soddisfatto con delle risposte a delle domande che non aveva ancora formulato.
La storia è raccontata nei minimi dettagli sia dei personaggi che degli ambienti in cui vivono e frequentano. La parte più difficile per uno scrittore è sicuramente il punto di vista; dato che qui non c'è un solo protagonista o una cerchia stretta di protagonisti, bensì famiglie con ragazzi, un intero paesello, i cui abitanti sono tutti personaggi principali. Ognuno di loro pare avere una storia a sé, inizialmente non sembrano esserci molti collegamenti, ma si parla di un paese dove è tipico che tutte le persone si conoscano tra loro e che apparentemente tutto è tranquillo. Qui tutto sta nella volontà del lettore di andare avanti e scoprire i segreti delle loro vite.
L'unica cosa che può lasciare un po' perplessa è il finale: può essere una botta forte con tanti fatti tutti accavallati (ma non confusionari) oppure un chiarimento riguardo certe situazioni, ma cosa più importante dipende dal lettore, cioè se questo finale è da considerarsi aperto o concluso.

Stile di scrittura.
La struttura della storia è divisa in 7 macro parti, ognuna delle quali introdotta da una piccolissima citazione dell'amministrazione del Consiglio locale, che riassume in pochissime righe la situazione principale dei capitoli a venire. Ogni parte, ma non tutte, comincia con un giorno della settimana, ognuno dei quali suddivide i capitoli raccontando le singole vite dei protagonisti nella stessa giornata.
La storia incuriosisce molto e perciò invita il lettore a continuare a leggere, di conseguenza questo rende la scrittura molto scorrevole in quanto la Rowling è riuscita a raccontare le vite e i segreti dei protagonisti in modo tale da non accollare al lettore tante informazioni in una volta; man mano che si va avanti si conosce tutto dei protagonisti: il proprio passato e tutti i pensieri.

Consigliato a chi vuole leggere qualcosa per cui riflettere. Certamente non è una lettura leggera, perciò non è adatto a tutti. Prima della lettura, però, bisogna assolutamente dimenticare che l'autrice sia la "mamma di Harry Potter" e di tutto il mondo magico; nulla di lontanamente magico accade in questa storia. Al contrario, la trama ha un filone così realistico che lo si può paragonare alla società contemporanea. 

Valutazione: 8-


mercoledì 2 dicembre 2015

Tempest (Trilogia Tempest #1) - Julie Cross

Tempo record! Ho letto questo romanzo in pdf in 5 giorni circa subito dopo quello precedente, ma dato l’abbandono del mio notebook, non ho potuto pubblicare questa recensione. Quindi nuovo pc, nuova recensione! J





Trama (dal libro): Manhattan, 2009. Il diciannovenne Jackson Meyer è dotato della facoltà di viaggiare nel tempo. Una mattina, due uomini fanno irruzione nella camera della sua fidanzata Holly e le sparano; Jackson assiste impotente alla scena e, in preda al panico, salta nel tempo, ma si ritrova bloccato nel 2007, senza più riuscire a tornare nel presente. Così decide di rivivere il passato per cambiarlo, in modo che Holly non sia più in pericolo. Tornando ancora più indietro negli anni, Jackson scopre importanti segreti su di sé e la sua famiglia: le persone che ritiene più vicine sono in realtà pericolosamente diverse da quello che sembrano... Ma non è tutto: Jackson effettua due viaggi in un futuro non meglio precisato, in cui una misteriosa bambina di nome Emily gli mostra una New York totalmente devastata, mentre Manhattan sembra galleggiare in una dimensione surreale e perfetta. Jackson sarà costretto a prendere decisioni sconvolgenti che potranno compromettere per sempre la sua vita e quella di chi ama profondamente... Un viaggio mozzafiato in una New York in cui nulla è come sembra e le coincidenze del passato si riflettono sul presente.

Recensione ed analisi:
Sarà perché mi affascinano i viaggi nel tempo (grazie a Kerstin Gier), ma  questa storia mi è piaciuta molto. Non solo, la scrittura è molto scorrevole, grazie alla predominanza dei dialoghi rispetto alle spiegazioni, perché è tutto lì ciò che il lettore scopre, nei discorsi diretti, ed anche grazie al formato "diario" che i capitoli vengono suddivisi in modo equo.
Certe volte può essere confusionario per i continui viaggi, ma la storia man mano riesce a chiarire tutto.
Anche i personaggi e le loro storie alle spalle mi piacciono per come vengono raccontati, ma ho adorato Adam! Genio della scienza e tipico aspirante hacker, Adam ha una curiosità quasi ossessiva verso il “dono” o il “potere” (chiamatelo come volete) dell’amico Jackson e questi, tipico ragazzo ricco ma con alcuni problemi famigliari, si fida completamente anche, e soprattutto, durante i suoi salti quando ancora non lo conosceva.
Dato che si tratta di una storia con una punta di romance, elemento simbolo che ha un ruolo decisivo è Holly, la ragazza di Jackson. I viaggi nel tempo danno l’opportunità a Jackson di chiarire i suoi sentimenti verso di lei, scoprendo di amarla davvero e cercando di vivere appieno la relazione insieme.
Dall’altra parte, i salti portano a chiarire anche i problemi famigliari di Jackson, a partire dalla morte della sorella gemella Courtney (attimi di pura commozione) che hanno rafforzato la lontananza tra padre e figlio, il quale si scoprirà nascondere altre verità includendo la scomparsa della madre e l’eredità dei geni del “dono”. Ritrovandosi solo nel passato, mette in pratica alcune azioni di spionaggio per cercare di capire cosa gli succede e ha dapprima il sospetto che il padre Kevin sia un agente della CIA camuffato da amministratore delegato di un’industria farmaceutica, poi non solo ne ha la conferma ma scopre anche che fa parte di una squadra chiamata Tempest (da qui il titolo del romanzo in questione). Un’altra importante verità sulla sua famiglia riguarda la madre Eileen: non è morta di depressione postparto come le è stato detto, bensì per omicidio quando Jackson e sua sorella gemella erano dei bambini e non fu nemmeno la loro madre biologica, bensì la donna che diede in affitto il proprio utero; infatti le era stato somministrato l’ovulo di una donna con il gene del viaggio del tempo, quindi i due gemellini erano considerati parte di un esperimento (a loro insaputa). Questo, però, complicò le cose: mentre Jackson ereditò il gene, la sorella gemella non rispose bene all’esperimento e le fu diagnosticato improvvisamente più di un tumore al cervello morendo a soli 14 anni. Fu un duro colpo per entrambi gli uomini di casa rimasti.
Neanche Kevin, però, è il genitore biologico, bensì gli era stato affidato il compito di proteggere l’esperimento (e quindi i due bambini). Ciononostante Jackson scoprirà anche di avere qualcosa in comune con l’uomo che l’ha cresciuto: l’amore. Vedrà infatti, in uno dei suoi salti, poco prima dell’omicidio della donna che lo tenne in grembo, il quadro di una famiglia che giocava felice nella sabbia di Central Park; nonostante tutta la faccenda, Kevin amava Eileen ed era convinto di voler formare una famiglia in ogni caso.
Alla luce di tutto ciò, man mano che si procede con la lettura si vengono a creare dei problemi con la squadra Tempest e con la squadra avversaria chiamata Nemici del Tempo (tra l’altro, in uno degli scontri tra le due squadre si vedrà comparire la vera madre di Jackson); viene a crearsi una lotta per acciuffarsi Jackson in una o nell’altra squadre tramite salti nel futuro (si vedrà comparire la stessa bambina che Jackson vedeva durante il proprio presente, facendo intuire al lettore che fosse la sua futura figlia) per dimostrare come sarà l’ambiente futuristico in base alla decisione di Jackson da che parte stare (infatti il ragazzo vedrà due futuri completamente opposti tra loro), mandandolo così in confusione: stare con la squadra dell’uomo che l’ha cresciuto o stare o con colui che gli ha dimostrato un futuro completamente rinnovato e pulito? La scelta gli era quasi ovvia anche dal fatto che conobbe le persone che, a inizio romanzo prima di compiere il lungo salto nel passato cambiando involontariamente la casa-base, uccisero Holly durante la permanenza universitaria.
Infine, sia Adam che Holly, venendo a conoscenza dei fatti, erano inevitabilmente minacciati. Durante un confronto con il padre, Jackson capì che il suo punto debole era Holly e che i NdT avrebbero fatto sempre leva su di lei per attrarlo da loro, senza mai arrendersi. Dunque Jackson prese una decisione drastica: compiere un salto completo (così che cambiasse gli avvenimenti del suo attuale presente) fino al momento in cui lui ed Holly si conobbero e fare in modo che questo non succeda per proteggerla da tutto ciò che poi avrebbe subito.
Interessante, di questo romanzo, è il punto di vista maschile nonostante l’autrice, che comunque fa trasparire il suo tocco femminile in certi passaggi.
Per l'ambientazione, invece, era facile rimandare alle strade e agli edifici della serie-tv “Gossip Girl”.

Consigliato a: chi ama le storie sui viaggi nel tempo e magari chi si fa anche un pensierino di farci un salto nel proprio.

Valutazione: 8.

Non do il massimo a causa della recente scoperta della mancanza dei sequel non in lista di traduzione nella casa editrice Garzanti e neanche per una futura intenzione, ma sperare non costa nulla.

giovedì 5 novembre 2015

"La quinta onda" (Trilogia La Quinta Onda #1) - Rick Yancey

Questo libro non l'ho letto, l'ho letteralmente bevuto!




Trama (dal libro): Di notte, Cassie non può più guardare il cielo stellato con gli occhi di prima; ora sa che loro arrivano da lì, da quegli astri luminosi e distanti, e arrivano per distruggere il suo mondo. Cassie è tra gli ultimi superstiti, sola, in fuga, da loro, esseri mandati sulla Terra per sterminare la specie umana: l’unica speranza che le resta è ritrovare Sammy, il fratellino che le è stato strappato dalle braccia. Quando il misterioso Evan Walker si offre di aiutarla, Cassie capisce che deve prendere una decisione: fidarsi o rinunciare alla sua missione, arrendersi o continuare a lottare. In un’avventura che mescola la suspance de La guerra dei mondi e l’azione di Io sono leggenda, Rick Yancey narra l’avvincente lotta di una giovane donna determinata e temeraria.

Recensione ed analisi.
Già dalle prime pagine, il lettore si ritrova il personaggio protagonista, Cassie, senza saperne nulla della sua vita e già in piena azione, quindi si fa delle domande: “Chi è?”, “Come è finita in quella situazione?”, etc. Come risposta, qui scattano i flashback; lo scrittore li riporta assiduamente e sono davvero fondamentali per ricostruire la storia di Cassie e gli avvenimenti della trama. Inoltre, il fatto che si passi continuamente dal presente al passato e viceversa, lascia il lettore a porsi costanti domande che alla fine gli verranno risposte in modo imprevedibile. Una sorta di indovinello, quindi, che il lettore si ritrova a fare mentre procede nella storia. Fin dai primi capitoli ho potuto conoscere Cassie e, nonostante la situazione piuttosto tragica che sta vivendo, mi ha colpito il fatto che in è sempre piuttosto ironica; una ragazza peperino, come si suol dire. Lo scrittore sa essere simpatico in certe situazioni anche imbarazzanti. Non solo, scorrendo la storia ho potuto conoscere anche tutte le esperienze, i pensieri e la psicologia che tutta quanta la situazione le intaccava, come viverla in prima persona e come tutto questo l’avesse cambiata in soli pochissimi mesi: dapprima non era altro che una semplicissima adolescente con la tipica cotta pazzesca che nascondeva condividendola solo con la sua migliore amica, per poi diventare una guerriera forzata e autodidatta; la farà andare avanti solo una promessa che deve mantenere a qualsiasi costo. Per quanto riguarda il contenuto, direi subito: con questo libro, dimenticate tutte le storie possibili e immaginabili riguardanti gli alieni che già conoscete, anche Cassie ve lo dirà fin da subito. Qui niente è come sembra.
La cosa impressionate è che ci sono molti punti in comune tra Cassie e Ben: hanno gli stessi pensieri e lo stesso coraggio.

Entertainment dice del libro: «L’oscurità e l’adrenalina di Hunger Games, il tono elegiaco di La strada.»

Stile di scrittura: Fin da subito ho notato la divisione di capitoli piuttosto curiosa: il libro si suddivide in 13 parti al cui interno si differenziano i Valutazione capitoli (per la precisione ben 91 in totale), una piccolissima introduzione che riprende l’origine della trama e senza un epilogo; questo perché è il primo libro dell’omonima trilogia.
Ogni parte viene raccontata in prima persona da Cassie e da Ben Parish e in terza persona dal piccolo Sammy e, infine, anche un capitolo soltanto in prima persona da Evan (decisivo poi per chiarire più avanti alcune lacune). Il contenuto di ogni capitolo, in termini di lunghezza, varia moltissimo: si tratta a volte di una mezza pagina ed altre di una decina, spesso però i capitoli sono davvero molto brevi; questo rende la lettura sì scorrevole, ma alle volte quasi troppo spezzata.
Verso la fine il punto di vista di Cassie è quasi uguale al punto di vista di Ben durante i momenti di pura azione: lei che agisce mentre segue i suggerimenti di Evan e lui che agisce mentre ripensa ai piani concordati con Ringer.

Consigliato a chi ama il distopico in primis e chi si vuole immaginare in una situazione catastrofica senza controllo chiedendosi sempre: “Cosa farei io?”

Valutazione finale: 9.

È il primo romanzo dell'omonima trilogia e sono già in fermento per il sequel e del film, entrambi in uscita i primi mesi del prossimo anno!

giovedì 1 ottobre 2015

"Inferno" - Dan Brown

Dopo tanto tempo di assenza, rieccomi!




Trama (dal libro): Di “infernale” questo thriller ha molto. Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducono a un esito raro per i romanzi d’azione: instillare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità. Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante, anzi. È naturale che al poeta fiorentina e alla visionarietà con cui tradusse in forme solenni e oscure le temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato corsi e studi universitari ad Harvard. È quindi normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e il Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i senso di marcia da legioni di visitatori.
Ma ora è tutto diverso, non c’è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine.  Questa volta è un incubo e la sua conoscenze della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale, storito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un incongruo “very sorry”, il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.
Comincia una caccia all’uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra: un’organizzazione chiamata Consortium è ambigua quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.

Recensione ed analisi.
Ogni capitolo riporta una storia diversa con protagonisti diversi, tutte storie apparentemente disconnesse tra loro e molto spesso con salti temporanei di flashback, ma che sono sfaccettature di uno stesso background; anche i vari personaggi del libro vengono descritti in modo misterioso, ognuno con un diverso vissuto alle spalle, che verrà a galla durante la lettura e chiarirà tutti i dubbi del lettore. Soprattutto Robert Langdon, il famoso professore di Harvard, lascia inizialmente il lettore a bocca aperta: pare che un incidente gli abbia fatto perdere la memoria. Il lettore lo tiferà e non verrà deluso, quando Robert fa delle nuove scoperte.
A fare da sfondo è l’affascinante mistero mix tra la storia dell’arte e la poesia; il vero protagonista, infatti, è Dante Alighieri. Dan Brown, con il suo stile in terza persona, descrive così dettagliatamente ogni luogo in cui Robert si ritroverà, questa volta non da turista, che pare al lettore stesso di viaggiare insieme a lui. Ogni dettaglio non manca mai di qualche riferimento alla storia: un monumento, una piazza, una chiesa, una via, un quadro etc.; tutto viene descritto in riferimento a una poesia che uno scienziato, in modo molto ben nascosto, ha lasciato come traccia verso qualcosa di inaspettato e pericoloso. Il professore, con la sua grande conoscenza, riuscirà, anche a fatica e sbagliando, a scoprire tante piccole tracce che costruiranno la pista da seguire. Infine, anche la scienza avrà la sua buona parte nella storia.
Personalmente, ho trovato molto belli i passaggi in cui panorami e momenti d’azione del docente di simbologia venivano descritti: era come essere presente nello stesso luogo e vedere le stesse cose. Posso essere un po’ più pesanti, invece, le parti di scienza che, alla fine, verrà messo in chiaro e porterà il lettore a domandarsi e scegliere quale sia la cosa giusta da fare in una situazione senza via d’uscita.

Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole, in certi punti è così intrigante e fatta bene che è difficile staccare gli occhi dalle pagine finché non si arriva alla fine del capitolo.

Consigliato a chi ha apprezzato gli altri libri dello stesso autore, ma soprattutto a chi ama il thriller e il mistero della storia dell’arte che da secoli accompagna il nostro Paese e a chi piace anche il mistero della scienza, che spesso si scontra con la fede. Perché no, è consigliato anche a chi gli affascina la poesia di Dante.

Valutazione finale: 9

mercoledì 1 maggio 2013

"In verità è meglio mentire" - Kerstin Gier

Tempo record, un altro libro!




Questo libro l'ho fortemente voluto subito dopo aver saputo della sua esistenza, soprattutto in seguito alla fantastica Trilogia delle Gemme della stessa scrittrice e di cui me ne sono innamorata (la consiglio vivamente, se amate l'urban-fantasy e qualche tocco di romanticismo e divertimento!).

Ritornando a "In verità è meglio mentire", questo è un libro molto corto (poco più di 200 pagine) rispetto ai "libroni" infiniti a cui sono abituata.
Premetto che ho deciso di leggerlo partendo dal fatto che sia di questa scrittrice che già conosco e, in qualche modo, sapevo che non mi avrebbe delusa. Una spinta in più è stata anche una frase sul retro del libro, dove citava a caratteri cubitali: "IL MIGLIORE ANTIDOTO CONTRO LA LUNA STORTA". e allora mi sono detta: "Ma è perfetto! Okay, leggiamolo!". Finendolo in soli 2-3 giorni.

Mi è piaciuta la divisione dei capitoli, niente numeri, ma citazioni varie, a seguire poi episodi che si alternavano tra il presente e i flash-back.

La protagonista parla sempre in prima persona, Carolin, ed è molto ironica e divertente, che trascrive le sue giornate in un diario, come "compito" per le sue sedute di terapia; ciò, da un semplice libro che era all'inizio, sembra trasformarsi in un diario.

Trama (direttamente dal libro): Quoziente intellettivo: 158, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare la qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano.
Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei a cui non importa se è «troppo» intelligente...

Ora si capisce perché forse è meglio mentire....

venerdì 26 aprile 2013

"Oltre le apparenze" - Charlotte Link



Premetto che di Charlotte Link, "Oltre le apparenze", non è il primo libro che leggo e devo dire che non mi ha delusa. Per la seconda volta sono rimasta piacevolmente sorpresa (precedentemente lessi "Nobody").

Charlotte è una fantastica scrittrice thriller, che porta il lettore a non finire mai di leggere i suoi scritti. Infatti, il libro psicothriller in questione l'ho letto in una settimana esatta (dedicandomi anche ad altro e leggendo di sera e qualche volta di pomeriggio).

"Oltre le apparenze" è diviso in date precise e dura, in questi termini, 3 mesi circa da fine ottobre a fine gennaio; ogni giornata datata racchiude svariati capitoli numerati che stanno a indicare vari episodi con diverse interazioni dei personaggi, tutti in un'unica giornata e in diverse zone dell'Inghilterra (Londra, la zona di Southend-on-Sea e la periferia di Manchester, oltre che altri paesini circostanti).

Inizialmente non capivo tutti questi capitoli all'interno di un unico grande, il quale finiva dopo tante tante pagine. Pensandoci, viene naturale dire che è logico, ma ci sono poi arrivata successivamente (con questo non dico che prima di averlo scoperto non avessi capito la storia) e constatai che organizzato così, il libro non appariva confusionario, anzi.

Parte tutto con un prologo di soli due paginette, lo stesso che fino alla fine del libro non appariva come collegamento a nessun episodio. Il prologo, invece, è la parte più importante, il tema motore di tutti gli sviluppi nel libro.
Per qualche capitolo si ha l'impressione di avere pezzi di svariate storie lasciate a metà, senza un inizio né una fine, senza nessun nesso una con l'altra. Il tutto arriva dopo.

Questi "non-nessi" sono un buon motivo per indurre il lettore a continuare, renderlo avido di sapere, ma possono essere anche un motivo a piantare il libro perché incomprensibile, in un certo senso. Da grande appassionata lettrice, è molto più probabile che qualunque persona a cui piaccia leggere non pianterebbe un libro soltanto perché composto da puzzle senza giusti incastri. È esattamente questo "Oltre le apparenze": un puzzle di pezzi tra loro non compatibili, ma se li si modella nel modo giusto, realizzeranno un perfetto rompicapo.

Quando si arriva alla fine, il solito duo vittima-colpevole potrebbe trasformarsi in vittima-vittima. Questione di punti di vista.

Trama (tratta dal libro): Osserva le vite degli altri. Osserva la vita delle donne. Le osserva e finge di vivere al loro fianco. Conosce tutto di loro mentre fugge da se stesso. Da osservatore si innamora di Gillian Ward, una donna in carriera, un matrimonio felice, una bellissima bambina, L'osservatore vive una perfetta e felice vita illusoria con lei, a distanza. Finché si accorge che niente è come sembra.
Intanto Londra è sconvolta da una serie di efferati omicidi. Le vittime sono donne, uccise in modo sadico. La polizia cerca uno psicopatico, un uomo che odia le donne, uno che le osserva...

Consiglio: mai fermarsi all'apparenza, mi raccomando!

Buona Lettura


Ps. Dimenticavo: unica ma grandissima pecca è tutta una serie di errori ortografici; parole scambiate tra loro o addirittura scritte sbagliate, la più ricorrente è "ricuperare". Se poi è giusto anche così, questo lo so solo adesso.