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giovedì 5 novembre 2015

"La quinta onda" (Trilogia La Quinta Onda #1) - Rick Yancey

Questo libro non l'ho letto, l'ho letteralmente bevuto!




Trama (dal libro): Di notte, Cassie non può più guardare il cielo stellato con gli occhi di prima; ora sa che loro arrivano da lì, da quegli astri luminosi e distanti, e arrivano per distruggere il suo mondo. Cassie è tra gli ultimi superstiti, sola, in fuga, da loro, esseri mandati sulla Terra per sterminare la specie umana: l’unica speranza che le resta è ritrovare Sammy, il fratellino che le è stato strappato dalle braccia. Quando il misterioso Evan Walker si offre di aiutarla, Cassie capisce che deve prendere una decisione: fidarsi o rinunciare alla sua missione, arrendersi o continuare a lottare. In un’avventura che mescola la suspance de La guerra dei mondi e l’azione di Io sono leggenda, Rick Yancey narra l’avvincente lotta di una giovane donna determinata e temeraria.

Recensione ed analisi.
Già dalle prime pagine, il lettore si ritrova il personaggio protagonista, Cassie, senza saperne nulla della sua vita e già in piena azione, quindi si fa delle domande: “Chi è?”, “Come è finita in quella situazione?”, etc. Come risposta, qui scattano i flashback; lo scrittore li riporta assiduamente e sono davvero fondamentali per ricostruire la storia di Cassie e gli avvenimenti della trama. Inoltre, il fatto che si passi continuamente dal presente al passato e viceversa, lascia il lettore a porsi costanti domande che alla fine gli verranno risposte in modo imprevedibile. Una sorta di indovinello, quindi, che il lettore si ritrova a fare mentre procede nella storia. Fin dai primi capitoli ho potuto conoscere Cassie e, nonostante la situazione piuttosto tragica che sta vivendo, mi ha colpito il fatto che in è sempre piuttosto ironica; una ragazza peperino, come si suol dire. Lo scrittore sa essere simpatico in certe situazioni anche imbarazzanti. Non solo, scorrendo la storia ho potuto conoscere anche tutte le esperienze, i pensieri e la psicologia che tutta quanta la situazione le intaccava, come viverla in prima persona e come tutto questo l’avesse cambiata in soli pochissimi mesi: dapprima non era altro che una semplicissima adolescente con la tipica cotta pazzesca che nascondeva condividendola solo con la sua migliore amica, per poi diventare una guerriera forzata e autodidatta; la farà andare avanti solo una promessa che deve mantenere a qualsiasi costo. Per quanto riguarda il contenuto, direi subito: con questo libro, dimenticate tutte le storie possibili e immaginabili riguardanti gli alieni che già conoscete, anche Cassie ve lo dirà fin da subito. Qui niente è come sembra.
La cosa impressionate è che ci sono molti punti in comune tra Cassie e Ben: hanno gli stessi pensieri e lo stesso coraggio.

Entertainment dice del libro: «L’oscurità e l’adrenalina di Hunger Games, il tono elegiaco di La strada.»

Stile di scrittura: Fin da subito ho notato la divisione di capitoli piuttosto curiosa: il libro si suddivide in 13 parti al cui interno si differenziano i Valutazione capitoli (per la precisione ben 91 in totale), una piccolissima introduzione che riprende l’origine della trama e senza un epilogo; questo perché è il primo libro dell’omonima trilogia.
Ogni parte viene raccontata in prima persona da Cassie e da Ben Parish e in terza persona dal piccolo Sammy e, infine, anche un capitolo soltanto in prima persona da Evan (decisivo poi per chiarire più avanti alcune lacune). Il contenuto di ogni capitolo, in termini di lunghezza, varia moltissimo: si tratta a volte di una mezza pagina ed altre di una decina, spesso però i capitoli sono davvero molto brevi; questo rende la lettura sì scorrevole, ma alle volte quasi troppo spezzata.
Verso la fine il punto di vista di Cassie è quasi uguale al punto di vista di Ben durante i momenti di pura azione: lei che agisce mentre segue i suggerimenti di Evan e lui che agisce mentre ripensa ai piani concordati con Ringer.

Consigliato a chi ama il distopico in primis e chi si vuole immaginare in una situazione catastrofica senza controllo chiedendosi sempre: “Cosa farei io?”

Valutazione finale: 9.

È il primo romanzo dell'omonima trilogia e sono già in fermento per il sequel e del film, entrambi in uscita i primi mesi del prossimo anno!

giovedì 1 ottobre 2015

"Inferno" - Dan Brown

Dopo tanto tempo di assenza, rieccomi!




Trama (dal libro): Di “infernale” questo thriller ha molto. Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducono a un esito raro per i romanzi d’azione: instillare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità. Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante, anzi. È naturale che al poeta fiorentina e alla visionarietà con cui tradusse in forme solenni e oscure le temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato corsi e studi universitari ad Harvard. È quindi normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e il Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i senso di marcia da legioni di visitatori.
Ma ora è tutto diverso, non c’è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine.  Questa volta è un incubo e la sua conoscenze della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale, storito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un incongruo “very sorry”, il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.
Comincia una caccia all’uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra: un’organizzazione chiamata Consortium è ambigua quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.

Recensione ed analisi.
Ogni capitolo riporta una storia diversa con protagonisti diversi, tutte storie apparentemente disconnesse tra loro e molto spesso con salti temporanei di flashback, ma che sono sfaccettature di uno stesso background; anche i vari personaggi del libro vengono descritti in modo misterioso, ognuno con un diverso vissuto alle spalle, che verrà a galla durante la lettura e chiarirà tutti i dubbi del lettore. Soprattutto Robert Langdon, il famoso professore di Harvard, lascia inizialmente il lettore a bocca aperta: pare che un incidente gli abbia fatto perdere la memoria. Il lettore lo tiferà e non verrà deluso, quando Robert fa delle nuove scoperte.
A fare da sfondo è l’affascinante mistero mix tra la storia dell’arte e la poesia; il vero protagonista, infatti, è Dante Alighieri. Dan Brown, con il suo stile in terza persona, descrive così dettagliatamente ogni luogo in cui Robert si ritroverà, questa volta non da turista, che pare al lettore stesso di viaggiare insieme a lui. Ogni dettaglio non manca mai di qualche riferimento alla storia: un monumento, una piazza, una chiesa, una via, un quadro etc.; tutto viene descritto in riferimento a una poesia che uno scienziato, in modo molto ben nascosto, ha lasciato come traccia verso qualcosa di inaspettato e pericoloso. Il professore, con la sua grande conoscenza, riuscirà, anche a fatica e sbagliando, a scoprire tante piccole tracce che costruiranno la pista da seguire. Infine, anche la scienza avrà la sua buona parte nella storia.
Personalmente, ho trovato molto belli i passaggi in cui panorami e momenti d’azione del docente di simbologia venivano descritti: era come essere presente nello stesso luogo e vedere le stesse cose. Posso essere un po’ più pesanti, invece, le parti di scienza che, alla fine, verrà messo in chiaro e porterà il lettore a domandarsi e scegliere quale sia la cosa giusta da fare in una situazione senza via d’uscita.

Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole, in certi punti è così intrigante e fatta bene che è difficile staccare gli occhi dalle pagine finché non si arriva alla fine del capitolo.

Consigliato a chi ha apprezzato gli altri libri dello stesso autore, ma soprattutto a chi ama il thriller e il mistero della storia dell’arte che da secoli accompagna il nostro Paese e a chi piace anche il mistero della scienza, che spesso si scontra con la fede. Perché no, è consigliato anche a chi gli affascina la poesia di Dante.

Valutazione finale: 9