sabato 10 ottobre 2015

{ Quote Four .

«Il brivido di freddo le percorse la schiena, in parte perché la temperatura era rigida, ma soprattutto per il gelo dei ricordi intrappolati tra quelle mura».

[Elizabeth]
dal libro "Il club delle sorprese" di Milly Johnson.



giovedì 1 ottobre 2015

"Inferno" - Dan Brown

Dopo tanto tempo di assenza, rieccomi!




Trama (dal libro): Di “infernale” questo thriller ha molto. Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducono a un esito raro per i romanzi d’azione: instillare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità. Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante, anzi. È naturale che al poeta fiorentina e alla visionarietà con cui tradusse in forme solenni e oscure le temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato corsi e studi universitari ad Harvard. È quindi normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e il Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i senso di marcia da legioni di visitatori.
Ma ora è tutto diverso, non c’è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine.  Questa volta è un incubo e la sua conoscenze della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale, storito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un incongruo “very sorry”, il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.
Comincia una caccia all’uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra: un’organizzazione chiamata Consortium è ambigua quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.

Recensione ed analisi.
Ogni capitolo riporta una storia diversa con protagonisti diversi, tutte storie apparentemente disconnesse tra loro e molto spesso con salti temporanei di flashback, ma che sono sfaccettature di uno stesso background; anche i vari personaggi del libro vengono descritti in modo misterioso, ognuno con un diverso vissuto alle spalle, che verrà a galla durante la lettura e chiarirà tutti i dubbi del lettore. Soprattutto Robert Langdon, il famoso professore di Harvard, lascia inizialmente il lettore a bocca aperta: pare che un incidente gli abbia fatto perdere la memoria. Il lettore lo tiferà e non verrà deluso, quando Robert fa delle nuove scoperte.
A fare da sfondo è l’affascinante mistero mix tra la storia dell’arte e la poesia; il vero protagonista, infatti, è Dante Alighieri. Dan Brown, con il suo stile in terza persona, descrive così dettagliatamente ogni luogo in cui Robert si ritroverà, questa volta non da turista, che pare al lettore stesso di viaggiare insieme a lui. Ogni dettaglio non manca mai di qualche riferimento alla storia: un monumento, una piazza, una chiesa, una via, un quadro etc.; tutto viene descritto in riferimento a una poesia che uno scienziato, in modo molto ben nascosto, ha lasciato come traccia verso qualcosa di inaspettato e pericoloso. Il professore, con la sua grande conoscenza, riuscirà, anche a fatica e sbagliando, a scoprire tante piccole tracce che costruiranno la pista da seguire. Infine, anche la scienza avrà la sua buona parte nella storia.
Personalmente, ho trovato molto belli i passaggi in cui panorami e momenti d’azione del docente di simbologia venivano descritti: era come essere presente nello stesso luogo e vedere le stesse cose. Posso essere un po’ più pesanti, invece, le parti di scienza che, alla fine, verrà messo in chiaro e porterà il lettore a domandarsi e scegliere quale sia la cosa giusta da fare in una situazione senza via d’uscita.

Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole, in certi punti è così intrigante e fatta bene che è difficile staccare gli occhi dalle pagine finché non si arriva alla fine del capitolo.

Consigliato a chi ha apprezzato gli altri libri dello stesso autore, ma soprattutto a chi ama il thriller e il mistero della storia dell’arte che da secoli accompagna il nostro Paese e a chi piace anche il mistero della scienza, che spesso si scontra con la fede. Perché no, è consigliato anche a chi gli affascina la poesia di Dante.

Valutazione finale: 9

giovedì 2 maggio 2013

{ Quote Three .

«Ho informazioni da darti. "Buone" o "cattive" è l'abito soggettivo con cui deciderai di vestirle», dice l'archivista Carrie Storch, senza il minimo segno di ironia, ricordandomi che in questo ambiente quanto più si è bravi con i libri tanto meno si è dotati di abilità relazionali.

[cit. Beecher]
Dal libro "L'archivio proibito" di Brad Meltzer.


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mercoledì 1 maggio 2013

"In verità è meglio mentire" - Kerstin Gier

Tempo record, un altro libro!




Questo libro l'ho fortemente voluto subito dopo aver saputo della sua esistenza, soprattutto in seguito alla fantastica Trilogia delle Gemme della stessa scrittrice e di cui me ne sono innamorata (la consiglio vivamente, se amate l'urban-fantasy e qualche tocco di romanticismo e divertimento!).

Ritornando a "In verità è meglio mentire", questo è un libro molto corto (poco più di 200 pagine) rispetto ai "libroni" infiniti a cui sono abituata.
Premetto che ho deciso di leggerlo partendo dal fatto che sia di questa scrittrice che già conosco e, in qualche modo, sapevo che non mi avrebbe delusa. Una spinta in più è stata anche una frase sul retro del libro, dove citava a caratteri cubitali: "IL MIGLIORE ANTIDOTO CONTRO LA LUNA STORTA". e allora mi sono detta: "Ma è perfetto! Okay, leggiamolo!". Finendolo in soli 2-3 giorni.

Mi è piaciuta la divisione dei capitoli, niente numeri, ma citazioni varie, a seguire poi episodi che si alternavano tra il presente e i flash-back.

La protagonista parla sempre in prima persona, Carolin, ed è molto ironica e divertente, che trascrive le sue giornate in un diario, come "compito" per le sue sedute di terapia; ciò, da un semplice libro che era all'inizio, sembra trasformarsi in un diario.

Trama (direttamente dal libro): Quoziente intellettivo: 158, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare la qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano.
Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei a cui non importa se è «troppo» intelligente...

Ora si capisce perché forse è meglio mentire....

venerdì 26 aprile 2013

"Oltre le apparenze" - Charlotte Link



Premetto che di Charlotte Link, "Oltre le apparenze", non è il primo libro che leggo e devo dire che non mi ha delusa. Per la seconda volta sono rimasta piacevolmente sorpresa (precedentemente lessi "Nobody").

Charlotte è una fantastica scrittrice thriller, che porta il lettore a non finire mai di leggere i suoi scritti. Infatti, il libro psicothriller in questione l'ho letto in una settimana esatta (dedicandomi anche ad altro e leggendo di sera e qualche volta di pomeriggio).

"Oltre le apparenze" è diviso in date precise e dura, in questi termini, 3 mesi circa da fine ottobre a fine gennaio; ogni giornata datata racchiude svariati capitoli numerati che stanno a indicare vari episodi con diverse interazioni dei personaggi, tutti in un'unica giornata e in diverse zone dell'Inghilterra (Londra, la zona di Southend-on-Sea e la periferia di Manchester, oltre che altri paesini circostanti).

Inizialmente non capivo tutti questi capitoli all'interno di un unico grande, il quale finiva dopo tante tante pagine. Pensandoci, viene naturale dire che è logico, ma ci sono poi arrivata successivamente (con questo non dico che prima di averlo scoperto non avessi capito la storia) e constatai che organizzato così, il libro non appariva confusionario, anzi.

Parte tutto con un prologo di soli due paginette, lo stesso che fino alla fine del libro non appariva come collegamento a nessun episodio. Il prologo, invece, è la parte più importante, il tema motore di tutti gli sviluppi nel libro.
Per qualche capitolo si ha l'impressione di avere pezzi di svariate storie lasciate a metà, senza un inizio né una fine, senza nessun nesso una con l'altra. Il tutto arriva dopo.

Questi "non-nessi" sono un buon motivo per indurre il lettore a continuare, renderlo avido di sapere, ma possono essere anche un motivo a piantare il libro perché incomprensibile, in un certo senso. Da grande appassionata lettrice, è molto più probabile che qualunque persona a cui piaccia leggere non pianterebbe un libro soltanto perché composto da puzzle senza giusti incastri. È esattamente questo "Oltre le apparenze": un puzzle di pezzi tra loro non compatibili, ma se li si modella nel modo giusto, realizzeranno un perfetto rompicapo.

Quando si arriva alla fine, il solito duo vittima-colpevole potrebbe trasformarsi in vittima-vittima. Questione di punti di vista.

Trama (tratta dal libro): Osserva le vite degli altri. Osserva la vita delle donne. Le osserva e finge di vivere al loro fianco. Conosce tutto di loro mentre fugge da se stesso. Da osservatore si innamora di Gillian Ward, una donna in carriera, un matrimonio felice, una bellissima bambina, L'osservatore vive una perfetta e felice vita illusoria con lei, a distanza. Finché si accorge che niente è come sembra.
Intanto Londra è sconvolta da una serie di efferati omicidi. Le vittime sono donne, uccise in modo sadico. La polizia cerca uno psicopatico, un uomo che odia le donne, uno che le osserva...

Consiglio: mai fermarsi all'apparenza, mi raccomando!

Buona Lettura


Ps. Dimenticavo: unica ma grandissima pecca è tutta una serie di errori ortografici; parole scambiate tra loro o addirittura scritte sbagliate, la più ricorrente è "ricuperare". Se poi è giusto anche così, questo lo so solo adesso.



giovedì 13 settembre 2012

{ Quote Two .

«I libri vanno letti con la stessa cura e la stessa riservatezza con cui sono stati scritti».

Paul Auster, Trilogia di New York, 1987 




martedì 4 settembre 2012

"Sette note musicali" - Zoran Živković



"Sette note musicali" sta proprio in sette storie del tutto separate tra loro, ma ognuna è particolare a modo suo. L'unico filo che li lega è proprio l'amore per la musica o per la sua presenza nelle loro vite, mentre il contenuto di esse scava nell'anima di sette persone in diverse situazioni: un maestro in una classe di bambini autistici, una bibliotecaria che ricorda improvvisamente di un sogno, un vedovo in una casa silenziosa con un gatto in una scatola, una signorina in una sala d'attesa di una stazione ferroviaria avvolta da una tempesta di neve, un pensionato che passa le sue giornate a dipingere, un violinista in punto di morte, la storia di un liutaio morto suicida.

Il libro è introspettivo e surreale: sono dei brevi racconti ambientati in normali circostanze quotidiane e i personaggi vengono colti da qualcosa che li attrae: un ricordo, un sogno, delle ossessioni, rituali, dei drammi, delle speranze e all'improvviso interviene la musica: un cd, un violino, un carillon, una piccola banda. Questa porta a staccarsi dalla realtà e a risollevare un momento dimenticato del passato o dell'incoscienza.
La musica è quindi la vera protagonista del libro.

La presenza della musica è raccontata in modo abbastanza implicito che spinge il lettore a leggere fino in fondo per capirne la sua importanza e il suo ruolo in ogni storia.
È una musica ordinaria, quella che viene ascoltata da tutti ogni giorno ed è per questo che rende i personaggi vicini a noi, alla realtà e al quotidiano.

Il libro è di piccole dimensioni, quindi la lettura è molto semplice e fluente e le sette storie sono mediamente di 9 pagine ciascuna.